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EPALE Journal: luci e ombre dell’apprendimento...

EPALE, la community online multilingue per i professionisti del settore dell’apprendimento degli adulti, ha pubblicato il nuovo numero di EPALE Journal. La pubblicazione fa riferimento al Convegno “L’apprendimento permanente in Italia. Le scommesse del passato, la krisis del presente, le sfide del futuro. Dieci anni di RUIAP” per la celebrazione di dieci anni di impegno nazionale della Rete che collega le Università che, a livello di Alta Formazione, in Italia, lavorano per tenere viva e diffondere la sfida dell’apprendimento permanente.

Le tre sezioni del volume, tra contributi teorici, ricerche e pratiche, intendono raccogliere le questioni cruciali del dibattito nazionale. Partendo da un aspetto cruciale ma tralasciato – quello del diritto all’apprendere – si propone all’attenzione dei lettori la riflessione della ricerca accademica che spazia dall’apprendimento informale e dal riconoscimento delle competenze, al ruolo dell’apprendimento nella transizione digitale e lo sviluppo di nuove competenze per la salute e la sicurezza sul lavoro, le modalità didattiche innovative sperimentate durante la pandemia, DAD, DIP, DDI, e, soprattutto sull’influenza che queste possono aver avuto sul benessere psicosociale. La ricerca guarda all’innovazione didattica, anche in contesti di lavoro quali l’Industrial Engineering e il Management d’impresa e alle competenze generate dalla pandemia all’interno delle imprese cooperative.

La sezione delle “pratiche” propone 4 esperienze che in modi diversi guardano al rapporto tra lavoro e educazione non formale come cruciale per lo sviluppo della persona, e propongono soluzioni concrete per la realizzazione di un sistema organico e efficace dell’apprendimento permanente.

Nuovi diritti per migliorare l'equilibrio tra...

A partire da ieri, tutti gli Stati membri devono applicare norme stabilite a livello dell'UE per migliorare l'equilibrio tra vita professionale e vita privata di genitori e prestatori di assistenza.

Le norme, adottate nel 2019, fissano norme minime per il congedo di paternità, il congedo parentale e il congedo per prestatori di assistenza. Istituiscono anche diritti aggiuntivi, come il diritto di richiedere formule di lavoro flessibili, che aiuteranno chi ne ha bisogno a portare avanti la propria carriera e la propria vita familiare senza dover sacrificare né l'una né l'altra. Questi diritti, che vengono ad aggiungersi a quelli già esistenti in materia di congedo di maternità, si inquadrano nel  pilastro europeo dei diritti sociali e la loro istituzione costituisce un passo essenziale verso la costruzione di un'Unione dell'uguaglianza.

La direttiva sull'equilibrio tra vita professionale e vita privata mira ad aumentare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro e il ricorso al congedo familiare e a modalità di lavoro flessibili.
Nel complesso, il tasso di occupazione delle donne nell'UE è inferiore del 10,8 % rispetto a quello degli uomini. Inoltre, solo il 68 % delle donne con responsabilità familiari lavora, rispetto all'81 % degli uomini con responsabilità analoghe.

La direttiva concede ai lavoratori dei periodi di congedo per prendersi cura di familiari che hanno bisogno di aiuto e, nel complesso, garantisce che i genitori e i prestatori di assistenza siano in grado di conciliare lavoro e vita privata.

Ottavo programma d'azione per l'ambiente:...

La Commissione ha presentato un elenco di indicatori chiave per monitorare i progressi compiuti sugli obiettivi dell'UE in materia di ambiente e clima fino al 2030 e sulla visione a lungo termine per il 2050 "vivere bene entro i limiti del nostro pianeta". A seguito di intense consultazioni con le parti interessate e gli Stati membri, il nuovo quadro di monitoraggio nell'ambito dell'ottavo programma d'azione per l'ambiente mira a promuovere la trasparenza e a informare i cittadini europei sull'impatto della politica climatica e ambientale dell'UE.

Le politiche dell'UE devono riportarci a uno stile di vita e ad abitudini di lavoro che rispettino i limiti del pianeta. Perciò gli indicatori rispecchiano i progressi compiuti verso il benessere ambientale e comprendono anche aspetti economici e sociali. Potrebbero così servire da apripista per misurare la salute delle nostre economie e società sulla base del benessere, al di là dell'indicatore economico più noto, il PIL.

La Commissione riferirà annualmente sui progressi compiuti, sulla base della valutazione svolta dall'Agenzia europea dell'ambiente a partire dal 2023, utilizzando gli indicatori chiave selezionati. Ciò faciliterà uno scambio annuale tra la Commissione, gli Stati membri e il Parlamento europeo, da tenersi come previsto nell'ottavo programma d'azione per l'ambiente.

Inoltre, la Commissione effettuerà due valutazioni approfondite durante la vigenza del programma: una revisione intermedia nel 2024 e una valutazione finale nel 2029.

L'ottavo programma d'azione per l'ambiente è entrato in vigore il 2 maggio 2022 e prevede l'obbligo per la Commissione di presentare un quadro di monitoraggio basato su un numero limitato di indicatori chiave comprendenti, ove disponibili, indicatori sistemici sulle considerazioni strategiche riguardanti il nesso ambiente-società e ambiente-economia, rispettivamente.

Sondaggio su media e notizie 2022

Un'indagine Eurobarometro appena pubblicata analizza in modo approfondito le abitudini dei media, la fiducia nelle diverse fonti mediatiche e l'atteggiamento nei confronti della minaccia della disinformazione. Secondo l'Eurobarometro, i cittadini europei si fidano maggiormente dei media tradizionali e della carta stampata come fonte di notizie rispetto alle piattaforme di notizie online. La televisione domina come fonte primaria di notizie (75%) e questo è particolarmente vero per le generazioni più anziane. Nel complesso, le stazioni radiotelevisive pubbliche sono la fonte di notizie più affidabile nell'UE (49%), seguite dalla stampa scritta (39%) e dalle stazioni radiotelevisive private (27%). Il 72% di tutti gli intervistati ricorda di aver letto, visto o sentito parlare di recente dell'Unione europea, sulla stampa, su Internet, in televisione o alla radio.

La percezione che i cittadini hanno dell'Unione europea e del Parlamento europeo è influenzata da ciò che vedono, sentono e leggono nei vari media.

Ipsos European Public Affairs ha intervistato un campione rappresentativo di cittadini dell'UE, di età pari o superiore ai 15 anni, in ciascuno dei 27 Stati membri dell'Unione europea. Tra il 26 aprile e l'11 maggio 2022, sono state completate 53.347 interviste tramite computer-assisted web interviewing (CAWI), utilizzando i panel online di Ipsos e la sua rete di partner.

I risultati dell'UE sono ponderati in base alle dimensioni della popolazione di ciascun Paese.